Non ho più tempo. Proprio io, che mi vanto di farlo perdere. Non ne ho più per nessuno, mi rendo conto. Non esiste chiave. Non esiste password. Per aprire una qualsiasi delle mie porte. Bisogna sfondarle. Un compartimento stagno che travolge e lascia indietro. Che ormai corre veloce sui binari di parole dette e sentite mille volte. Ormai levigate dal tempo e dalla convinzione. Che era buona la prima. E tutte le altre non sono che repliche. Non credo. E sarà questo. Il dover sempre setacciare con la maglia fine della ragione. Delle ragioni. E vedere quel che passa. Polvere. Nient'altro che polvere. Da levare con un altro colpo di straccio. Perchè passandoci il dito sopra, mi accorgo che col tempo sono diventato intollerante, alla polvere. Altra partita, stasera. Vedremo come saranno le mie carte. Intanto fatemi gli auguri.
Sono già in ritardo. Come al solito. Probabilmente morirò in ritardo. E dovrò scusarmi anche lì.