Come in una carta dei vini, scegli il nulla che accompagnerà i tuoi pensieri solitari fino al momento di levarsi di torno. E ogni tanto ti concedi solo perchè costa meno scopare, che spiegare l'indifferenza che provi. E poi, chiavare, è un ottimo metodo per misurare i contorni della solitudine. Casomai te li fossi dimenticati. Invece dei punti in comune, conti quelli che non si toccano. E' quasi un sollievo, a volte, vedere quanti sono. Torni a casa e ti senti migliore. Torni a casa, e ti senti libero di pensare un pò a te stesso. Torni a casa, e ti senti solo tuo. Mentre l'acqua bollente ripulisce le pieghe del tuo dovere sociale, trascinandosi palco, recita e applausi, giù nel sifone, soffocati dalla schiuma biancastra di una riflessione scontata, e senza sconti. Torna il pulito. Torna un letto sgombro da equivoci e false promesse. Mentre i pensieri su tutto ciò che di bello ci sarà da fare domani mi accompagnano alla ricerca dell'interruttore, su su, fin dentro il centro pulsante del cervello. Tutto perde nuovamente di spessore. Ridiventa sfondo. Ridiventi sfondo. E' il tuo posto, evidentemente.