sabato, 10 marzo 2007

 

Una sensazione per alcuni versi simile a un broncospasmo. Quando l’asma marca più stretto. Aprile. Maggio. Solitamente. Una sensazione di chiusura, alla gola. La stretta rapida e soffocante, la somatizzazione di un senso di inadeguatezza. Di una debolezza nelle difese verso alcuni agenti patogeni. Pollini vari. Se parliamo in termini strettamente fisici. Altre tipologie di agenti. Se parliamo in senso metafisico. Senza un appiglio, un amico invisibile a cui delegare successi e fallimenti. Su cui tarare e calcolare la grandezza delle mie azioni, la bassezza delle mie fughe. Un punto scoperto nel mio sistema-vitale. Oggi inizio i lavori. Per la costruzione del nuovo sistema-me stesso. Il culto del nuovo dio. Non invisibile. Non intangibile. Non infallibile. Reale. Il culto del mio tempo. Dovrò definire delle linee di condotta. Determinare cosa può piacere al m-io dio, cosa no. Cosa mi farà guadagnare punti ai suoi occhi, e cosa mi farà biasimare da lui. Un sistema complesso, indubbiamente. Sia nell'elaborazione, perchè auto-riferito. Sia nell'attuazione, perchè auto-giudicato. Un sistema che prevede responsabilità non delegabili a un pupazzo. Anche se inizierò subito con la simbologia. Scegliendo una foto dove sorrido. Con una analisi S.W.A.T. della realtà intorno. Punti di forza, debolezza, opportunità e minacce. E poi un logical framework accuratamente definito. Ad esempio il m-io nuovo dio potrebbe gradire di più un lavoro meno precario. O una maggiore attenzione al mantenimento della casa-tempio. O una migliore disponibilità verso i suoi pari-grado. E se poi mi accorgerò di avere dei punti di disaccordo dogmatico tra le sue richieste e la mia etica, posso sempre separarmi da lui, e fondare una setta scismatico-schizofrenica con evidente sdoppiamento della personalità. Solo una cosa mi lascia un po' perplesso, ed è il fatto che il d-io tempo, è un dio a tempo. Ma a ben pensarci, questo rende tutto più stuzzicante. Mette un po' di pepe al culo, sapere che non hai tutta l'eternità davanti. Che non c'è condanna, nè perdono, nè una seconda possibilità. Che non puoi deresponsabilizzarti. Sarà tutto questo lassismo, che mi ha sempre convinto poco, negli altri credo. La possibilità di un condono. In fondo sono un teo-con, nei confronti del mio tempo. Un amante geloso. Un integralista. E nonostante ciò, ho ancora bisogno di scrivere tutto questo. Per convincermi della necessità di lavare i piatti, prima di uscire..

postato da: sedici alle ore 13:01 | link | commenti (14)
categorie: giorno del signore