martedì, 02 gennaio 2007

 

Un fiume di champagne (siamo gente di classe) che si porta dentro centinaia di fatti, facce, fasi. Pensavo di aver superato le vertigini, e invece eccole qui, sotto falso nome. Vago senza un abito adatto e mi sento un pò a disagio. Soprattutto se sto da solo con me stesso. Vorrei spiegarmi meglio. Ma mi confondo e basta. Così come le acque si confondono, nel fiume di champagne, e valle a separare, ora. Ora che non c'è muro, nè combinazione segreta, nè strategia. Ora che ti sei arreso e ci pensi, alla guerra, ma ci pensi con quel senso di noia e di già visto che ti prende quando senti parlare di turni per pulire il bagno dopo 9 anni che vivi fuori casa. Dopo che alcune cose diventano, inevitabilmente, sfondo. Dopo che alcuni sfondi, inevitabilmente, diventano fuori luogo. Dopo che alcune facce diventano, inevitabilmente, fuori luogo. Mentre altre sono sempre attuali. Maledette. Mi difendo con cura da ogni malanno, da ogni colpo, riesco ad afferrare il manico di scopa che cade al terzo tentativo e, secondo alcuni, questo non è da tutti. Ma un dito che silenzioso si mette a girare umido sul bordo del mio ombelico, sussurrandomi parole dolci come miele esplosivo, osservandomi di taglio con due occhi che trivellano l'anima senza pietà, alla fine mi fotte. Il mio ombelico, appunto, inumidito e accarezzato con un'alternanza quasi musicale tra la pressione e lo sfioramento, si attiva. E quando l'ombelico si attiva, il cervello ne prende atto e si comporta di conseguenza. Perchè da li è passato tutto, quando ancora non sapevo di essere una piccola iena, in un mondo di piccole iene, dove si impicca un dittatore solo se conviene, sennò lo si lascia crepare a casa sua, facendo finta che si sia rincoglionito. Da li passava tutto. E non c'è password che possa resistere a chi ha la chiave. Benvenuto, anno nuovo. Ci sarà da divertirsi..

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