sabato, 02 dicembre 2006

 

AUTUNNO



La montagna di fronte alla mia cucina è imbiancata, ogni mattina, da un sottile strato di brina. Le temperature si stanno abbassando drasticamente, l’inverno è alle porte, e si iniziano a vedere i primi berretti e le prime sciarpe. Per strada la gente tira su col naso, sprofonda le mani nelle tasche. I rapporti tra le persone risentono di questo clima ostile. Il freddo aumenta le distanze, alla chiusura dei corpi fa eco la chiusura degli animi. In cerca di un calore umano che difficilmente gli altri regalano, anzi, è centellinato goccia per goccia, le persone intorno a me dimostrano sempre meno voglia di aprirsi. Stratificati come cipolle, con il freddo aggiungiamo altri strati, e arrivare al cuore è più lungo e difficile. Si intravedono solo le superfici, e le superfici sono superficiali per definizione. D’altra parte l’autunno è, nel ciclo vitale, la pars destruens degli esseri viventi, quella in cui la natura, lentamente, muore. Difficile trovare particolare allegria nelle cose. Eppure l’immobilità gelata mi affascina e attira.

Tutto è, come me, fermo.

In attesa.


postato da: sedici alle ore 17:40 | link | commenti (1)
categorie: autunno