giovedì, 23 agosto 2007

yucatan

Le bacchette che picchiano. Picchiano furiosamente. Soprattutto i piatti.
Perchè fanno i suoni più liquidi. E ho bisogno di affogare per qualche istante, cullato dalle vibrazioni. Farmi trasportare. Per essere schiantato anch'io, dal mio piccolo uragano. Dopo ogni attacco, si ricompatta il fronte. Niente di personale, intendiamoci. Si tratta di pura sopravvivenza. Sopravvivere sempre, a ogni costo. Abbiamo immaginato davvero un finale diverso? O lo abbiamo solo raccontato, per avere un alibi da giocare come asso nella manica? Dal tuo bunker tra le rovine, mandi messaggi agli ideali. Agli archetipi a cui abbiamo delegato il lavoro sporco. E poi ti accorgi che cucire vestiti addosso alle persone è un'abilità che non abbiamo mai avuto. Vengono fuori sempre stonati. Almeno nei particolari. Anche se da sempre so riconoscere nelle persone la debolezza. I punti di cedimento. Capirai che abilità.. 
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categorie: yucatan
martedì, 14 agosto 2007

doppia cassa continua

Tutto questo guardarsi attorno con circospezione, con il legittimo sospetto di non sapere proprio di chi fidarti. E anche quelli di cui ti fidi, vanno comunque tenuti un pò d'occhio, a ben pensarci.
Hai così paura che io sia capace di fare le stesse cose di cui sei capace tu? Hai paura, vero? Di scoprire che potrei essere come te? Perchè per sospettare di qualcuno, occorre avere ben presente l'argomento del sospetto. Per avere il sospetto, si dice da queste parti, è necessario il difetto. Il buono vede solo bontà. Il marcio solo marcio. Sarà per questo che la vita di alcuni che mi circondano, puzza così tanto di merda. Sarà questa loro etica del cazzo, che non sta in piedi nemmeno con le stampelle. Sarà che stamattina mi sono alzato proprio nero. Ma ogni tanto succede, di alzarsi la mattina, e pensare di stare perdendo la propria vita in cose inutili. Poi, per fortuna, passa. E mi ritroverò come sempre, come tutti, a stritolare i minuti tra gli ingranaggi della mia vita sociale. Per cercare in qualche modo di arrivare fino a sera, e poter scrivere sul calendario "meno un'altro". L'importante è saperlo. Poi, ognuno si regoli, o sregoli, come gli pare. Da parte mia, vorrei solo sapere quanto cromo esavalente sto respirando in questo momento, per permettere a qualche imprenditore locale di risparmiare sui filtri della sua fabbrichetta, e poter infilare il suo cazzo moscio tra le cosce di un'idiota con le tette grosse, o comprare la porsche alla figlia ventenne. Vorrei saperlo, vorrei dare una faccia, dei tratti distintivi, a queste persone. Vorrei sapere con chi ce l'ho. Un nemico senza volto, non è un nemico. E' una paranoia. E invece, quel che serve, che mi serve, è un nemico. In carne ed ossa. Altrimenti mi tocca prendermela, come al solito, con qualche baciapile. Ma sono talmente noiosi...
postato da: sedici alle ore 10:59 | link | commenti (2)
categorie: doppia cassa continua
giovedì, 09 agosto 2007

Sto leggendo un libro di Arcuri. Camillo Arcuri. Sragione di stato. Parla della solita monnezza politica e militare. Parla crudamente, usando un linguaggio che stupisce per la facilità di comprensione, e al tempo stesso per la gravità di ciò che dice. Lo sto leggendo di botto, come le altre cose sue che ho letto. Tutto d'un fiato. Come una pozione amara ma indispensabile. Parla del passato, ma anche del presente. Ogni tanto lo chiudo. E penso. E un pò mi viene da vomitare, ma è il senso di impotenza, che si manifesta così. Un pò mi lascia perplesso. Un pò mi verrebbe da cercare delle persone. Persone fisiche. Persone citate. Cercarle per stringergli la mano. Caldamente. E ringraziarle. Per quello che fanno, intanto che sto qui, a scrivere cazzate.
Sto leggendo un bel libro. Uno di quei libri che alla fine, a dirla proprio tutta, un pò ti scoccia aver già letto, ma solo perchè non puoi rileggerlo con la stessa curiosità. Capita mai? A me si. Spesso.
postato da: sedici alle ore 22:44 | link | commenti (2)
categorie: scocciature
sabato, 04 agosto 2007

Era come se a un certo punto avessi capito. E non mi fosse piaciuto. E allora ho smesso di pensare a questa cosa. Fino a stamattina. Incamerare informazioni, e suddividerle per categorie: olfattive, visive, uditive, mentali fisiche, etc. E poi assegnare a ognuna un quoziente di gradimento. E poi mettere tutto insieme, e frullare. E vedere che ne esce. E vedere la devianza tra i vari punti di vista. Le mani sono sempre mani. Gli occhi sempre occhi. Ma i modelli sono diversi. Infiniti. E ogni volta si ricomincia a frullare, per vedere se quel che arriva sarà miele, o merda, o chissachè. A una certa età, suppongo, uno si rompe i coglioni, di una cosa così. E si accasa con il meno peggio. O col meno peggio che passa il convento, che del meno peggio è una sottocategoria. E si inventa, suppongo, una serie di punti di contatto, per tenere insieme l'armata brancaleone dei propri sentimenti. Dopo l'età della ragione, l'età dell'hai ragione. Suppongo sia così. Mi sembra un'idea ragionevole. Non che ne sia certo, intendiamoci. Sono ancora molte fasi prima, nella fase in cui credo all'amore. Almeno per alcuni minuti al dì. Dopo i pasti, in genere, ma anche prima. Però mi sa tanto che scivolerò verso quella direzione. E non sarò solo. Quanto costa una station wagon e dei bambini biondi? Molto più del prezzo di listino, sicuro. E intanto un altro me si sarà vissuto la storia che cercava, che voleva. Che gli spettava. Perchè i miei personaggi di fantasia, sono gente molto fortunata, tutto considerato.
postato da: sedici alle ore 16:49 | link | commenti (5)
categorie: minipimer